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Fondazione Palazzo Ducale Genova
Gender & Techno/logy: teorie e pratiche transfemministe e queer nella cultura dance
martedì 15 aprile ore 18
La techno è un appuntamento posticipato all’infinito con il futuro. Nelle più prossime mutazioni che attendono l’umanità le orecchie saranno il cuore pulsante del corpo e la conoscenza di fenomeni distanti e ignoti avrà nell’udito il suo organo di riferimento. Su questa scia si vanno affermando nuovi approcci al suono inaugurati dalle pioniere della musica elettronica ed esperiti in pista e in altri luoghi ad alta densità sonica. La cultura elettronica riflette inequivocabilmente il ritorno di forme societali neotribali, dove il corpo in scena esprime la sua più radicale resistenza danzando. In un tale scenario diviene inevitabile ibridarsi con l’alterità: dalla metafora del cyborg elaborata da Donna Haraway nel suo Manifesto Cyborg (1985), all’attualizzazione della nozione di glitch, stante ad indicare l’interstizio fallato del sistema da cui scardinare stereotipi per fare spazio ad un’identità elettronica sempre più complessa, fluida e lanciata a gran velocità nell’Internet.
Ada Lovelace, Clara Rockmore, Delia Derbyshire, Suzanne Ciani, Wendy Carlos, Laurie Anderson, fino ad Ellen Allien, Dasha Rush, Sophie, Arca, Caterina Barbieri, sono solo alcuni dei nomi di donne che hanno contribuito ad innovare e arricchire il linguaggio musicale, anticipando e nutrendo l’attuale scena elettronica, elettroacustica e sperimentale dal ‘900 ad oggi. Queste pioniere, ciascuna nella propria epoca, ha operato in un contesto solitamente male oriented al punto da trovarsi in una condizione fortemente segnata dal fattore sperimentale e iniziatico. Cimentarsi con la tecnologia, avvicinarsi alla consolle da djing, pensarsi come compositrici e produrre musica ha rappresentato a tratti nell’ultimo secolo, una ridefinizione dei parametri, tutt’ora ambigui, che caratterizzano la relazione tra gender & technology.
Claudia Attimonelli è sociosemiologa, professoressa associata di Cultura visuale e media studies. Insegna Media, cultura visuale e sound studies all’Università Aldo Moro di Bari; è coordinatrice scientifica dell’Archivio di Genere Uniba. Autrice di numerosi libri e saggi, tra cui, Techno. Ritmi afrofuturisti (2008-2018) e con C. Tomeo L’elettronica è donna. Corpi, media, sguardi nelle pratiche transfemminste e queer.
Rassegna Ma che Musica a cura di Luisa Stagi e in collaborazione con Laboratorio di Sociologia Visuale e Foreveregreen | Electropark
Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili
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©Alberto Ligi Barboni